Orzaiolo o calazio

Calazio e orzaiolo: come riconoscerli e gestirli in età pediatrica

Il calazio e l’orzaiolo rappresentano due frequenti condizioni infiammatorie delle palpebre nei bambini, che spesso generano preoccupazione nei genitori e richiedono un’attenta valutazione in ambito pediatrico e/o oculistico. Pur condividendo alcuni tratti comuni, queste due patologie hanno eziologia, sintomatologia e trattamento differenti.

Calazio: un’infiammazione non infettiva

Il calazio è un’infiammazione granulomatosa benigna determinata dall’ostruzione delle ghiandole di Meibomio, localizzate all’interno delle palpebre e deputate alla produzione della componente lipidica del film lacrimale. Quando il dotto escretore si occlude, il sebo si accumula, provocando una reazione infiammatoria cronica che si manifesta con gonfiore, arrossamento e nodulo indolente sulla palpebra. Il calazio, a differenza dell’orzaiolo, non è causato da un’infezione batterica.

Nei bambini il calazio può insorgere più facilmente in presenza di predisposizione familiare, dermatite seborroica, rosacea o in caso di squilibri dietetici caratterizzati da un’elevata assunzione di alimenti ricchi di grassi saturi, come salumi e cioccolato. Sebbene la correlazione tra dieta e insorgenza del calazio non sia ancora del tutto chiarita, diversi studi hanno evidenziato un possibile legame.

Dal punto di vista clinico, il calazio può provocare fastidio alla chiusura e apertura dell’occhio, e in alcuni casi visione offuscata se il nodulo comprime la cornea. L’approccio terapeutico prevede l’applicazione di impacchi caldi e massaggi delicati per facilitare il drenaggio. L’uso di antibiotici topici è indicato solo in caso di sovrainfezione. Nei casi persistenti o di noduli di grandi dimensioni che interferiscono con la funzione visiva, può rendersi necessaria l’asportazione chirurgica.

Orzaiolo: infezione acuta della palpebra

L’orzaiolo è un’infiammazione acuta di origine batterica, che coinvolge le ghiandole di Zeiss o di Moll (orzaiolo esterno) o, meno frequentemente, le ghiandole di Meibomio (orzaiolo interno). Il principale agente eziologico è lo Staphylococcus aureus.

A differenza del calazio, l’orzaiolo si presenta con dolore marcato, arrossamento, gonfiore e un nodulo vicino alla base delle ciglia, che evolve spesso in una piccola raccolta purulenta visibile come un puntino bianco. L’orzaiolo è generalmente autolimitante, ma può risultare molto fastidioso per il bambino.

Il trattamento si basa su impacchi caldi ripetuti più volte al giorno per favorire la maturazione e il drenaggio spontaneo del pus. È fondamentale non spremere né schiacciare l’orzaiolo, per evitare la diffusione dell’infezione. In presenza di secrezione purulenta persistente o segni di estensione dell’infezione ai tessuti perioculari, il pediatra può valutare l’opportunità di prescrivere antibiotici topici o sistemici.

Prevenzione e igiene oculare

Un aspetto fondamentale nella prevenzione delle recidive, sia del calazio sia dell’orzaiolo, è l’educazione all’igiene oculare. I bambini devono essere incoraggiati a:

  • lavarsi accuratamente le mani prima di toccarsi gli occhi
  • evitare di strofinare o manipolare le palpebre

In caso di condizioni predisponenti, come dermatite seborroica o blefarite cronica, è opportuno instaurare un programma regolare di pulizia palpebrale con prodotti specifici consigliati dal pediatra o dallo specialista.

Con una diagnosi precoce e un trattamento appropriato, entrambe queste patologie si risolvono nella maggior parte dei casi senza complicazioni, restituendo rapidamente comfort e benessere al piccolo paziente.

Calazio e orzaiolo: come riconoscerli e gestirli in età pediatrica

Il calazio e l’orzaiolo rappresentano due frequenti condizioni infiammatorie delle palpebre nei bambini, che spesso generano preoccupazione nei genitori e richiedono un’attenta valutazione in ambito pediatrico e/o oculistico. Pur condividendo alcuni tratti comuni, queste due patologie hanno eziologia, sintomatologia e trattamento differenti.

Calazio: un’infiammazione non infettiva

Il calazio è un’infiammazione granulomatosa benigna determinata dall’ostruzione delle ghiandole di Meibomio, localizzate all’interno delle palpebre e deputate alla produzione della componente lipidica del film lacrimale. Quando il dotto escretore si occlude, il sebo si accumula, provocando una reazione infiammatoria cronica che si manifesta con gonfiore, arrossamento e nodulo indolente sulla palpebra. Il calazio, a differenza dell’orzaiolo, non è causato da un’infezione batterica.

Nei bambini il calazio può insorgere più facilmente in presenza di predisposizione familiare, dermatite seborroica, rosacea o in caso di squilibri dietetici caratterizzati da un’elevata assunzione di alimenti ricchi di grassi saturi, come salumi e cioccolato. Sebbene la correlazione tra dieta e insorgenza del calazio non sia ancora del tutto chiarita, diversi studi hanno evidenziato un possibile legame.

Dal punto di vista clinico, il calazio può provocare fastidio alla chiusura e apertura dell’occhio, e in alcuni casi visione offuscata se il nodulo comprime la cornea. L’approccio terapeutico prevede l’applicazione di impacchi caldi e massaggi delicati per facilitare il drenaggio. L’uso di antibiotici topici è indicato solo in caso di sovrainfezione. Nei casi persistenti o di noduli di grandi dimensioni che interferiscono con la funzione visiva, può rendersi necessaria l’asportazione chirurgica.

Orzaiolo: infezione acuta della palpebra

L’orzaiolo è un’infiammazione acuta di origine batterica, che coinvolge le ghiandole di Zeiss o di Moll (orzaiolo esterno) o, meno frequentemente, le ghiandole di Meibomio (orzaiolo interno). Il principale agente eziologico è lo Staphylococcus aureus.

A differenza del calazio, l’orzaiolo si presenta con dolore marcato, arrossamento, gonfiore e un nodulo vicino alla base delle ciglia, che evolve spesso in una piccola raccolta purulenta visibile come un puntino bianco. L’orzaiolo è generalmente autolimitante, ma può risultare molto fastidioso per il bambino.

Il trattamento si basa su impacchi caldi ripetuti più volte al giorno per favorire la maturazione e il drenaggio spontaneo del pus. È fondamentale non spremere né schiacciare l’orzaiolo, per evitare la diffusione dell’infezione. In presenza di secrezione purulenta persistente o segni di estensione dell’infezione ai tessuti perioculari, il pediatra può valutare l’opportunità di prescrivere antibiotici topici o sistemici.

Prevenzione e igiene oculare

Un aspetto fondamentale nella prevenzione delle recidive, sia del calazio sia dell’orzaiolo, è l’educazione all’igiene oculare. I bambini devono essere incoraggiati a lavarsi accuratamente le mani prima di toccarsi gli occhi e a evitare di strofinare o manipolare le palpebre. In caso di condizioni predisponenti, come dermatite seborroica o blefarite cronica, è opportuno instaurare un programma regolare di pulizia palpebrale con prodotti specifici consigliati dal pediatra o dallo specialista.

Con una diagnosi precoce e un trattamento appropriato, entrambe queste patologie si risolvono nella maggior parte dei casi senza complicazioni, restituendo rapidamente comfort e benessere al piccolo paziente.

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